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Storia antica

Il nome di Monticelli ha origini storiche. In uno scritto del 18° secolo si legge che il nome proviene "... dal suo sito amenissimo che è un piccolo monticello in mezzo a vasta pianura" (Annibale Mariotti, manoscritto n.1423, Biblioteca Comunale Augusta di  Perugia, 18° secolo).
Il castello si trova in cima ad un colle non molto grande ma che sorge orgoglioso in mezzo ad una grande pianura e dal quale si vede perfino il Monte Amiata in Toscana a 70 km circa ed il Monte Subasio sul quale sorge Assisi a 30 km circa. La vista è meravigliosa in tutte le direzioni con vari boschi ben visibili a poca distanza, fra cui uno a 2,5 km, il bosco Sereni-Torricella, protetto da Ministero dei Beni Culturali e dall’Unione Europea. La parte più alta, antica e bella di Perugia, città di origine etrusca e capitale dell’Umbria è ben visibile a 16 km in linea d’aria dal piazzale principale del colle ed ancora meglio dalle finestra di molto appartamenti. Almeno altri 15 borghi medievali e dimore storiche tutelate sono anche visibili. Tutto ciò fa del colle un posto ideale per fortificazioni a difesa di Perugia e questo spiega bene l’esistenza e l’antichità dei suoi edifici.


Due delle quattro torri antichissime di Monticelli furono costruite dall’Impero Romano d’Oriente intorno all’anno 593 d.C. come parte di un sistema avanzato di difesa della città di Perugia dai ducati Longobardi della Toscana e dell’Alto Lazio. Ad ovest di Perugia il confine fra il “Corridoio Bizantino”, una stretta fascia di terra che legava Roma a Ravenna e che passava per Perugia,  dal 593 al 774 era a 40 metri soltanto dalle due torri che hanno mura spesse 1,5 metri alla base ed 1,20 metri in cima. A volte lo spessore dei muri delle torri ci dice qualcosa sulla loro funzione e sull’epoca in cui sono state costruite. Il nome degli edifici antichi di Monticelli è per il Ministero dei Beni Culturali “Nucleo Antico o Castello di Monticelli”, richiamando così l’attenzione sul fatto che in origine era una fortezza.


A Monticelli c’è un altro segno del fatto che il colle era abitato in tempi antichi. Nel 1315 i benedettini del Monastero di San Pietro di Perugia commissionarono al pittore Meo da Siena, all’epoca il maggiore dell’Umbria,  un affresco di San Costanzo per la chiesa di San Paolo in Monticelli. Nel 2° secolo Costanzo è stato il primo vescovo di Perugia ed è uno dei santi protettori di Perugia. Ma è solo stato canonizzato, non dichiarato santo.  Secondo il  Cardinale Cesare Baronio si sarebbe rifugiato per moli giorni a Monticelli durante una persecuzione dei cristiani dell’anno 174 d.C. sotto l’Imperatore Marco Aurelio (Cesare Baronio, “La vita dei Santi”, 16° secolo). Il fatto che i Benedettini abbiano chiesto a Meo da Siena di dipingere anche San Costanzo, tutto sommato un santo minore, in mezzo ad altri 9 fra i più grandi santi della Chiesa  indica che nel 1315 si ricordavano bene che si era rifugiato a Monticelli quasi 1150 anni prima.
Nell’ undicesimo secolo I benedettini del del Monastero di San Pietro di Perugia  trasformarono la fortezza in un monastero, una dipendenza agraria (grangia) di San Pietro. Monticelli è stato un monastero benedettino per circa 500 anni. Nel 1470 circa  Monticelli fu venduto o concesso ad una famiglia aristocratica che si costruì un grande palazzo riempiendo i 5 metri di spazio fra due torri militari attigue e che iniziò ad usarlo come una residenza estiva e di caccia.


Il più vecchio documento su Monticelli è una bolla papale del 1115, anno in cui Papa Pasquale II (1099-1118) decretò che la chiesa di San Paolo in Monticelli appartiene al ricco e potente Monastero benedettino di San Pietro in Perugia. Pasquale II è anche ricordato per aver nominato nel 1112 il primo vescovo del continente americano, secoli prima della scoperta di Colombo. Infatti nominò uno scandinavo di nome Henricus vescovo della Groenlandia e della Newfoundland, una penisola del Canada.


Durante la prima guerra mondiale Monticelli divenne una prigione in cui erano tenuti  prigionieri di guerra austriaci e durante la seconda guerra mondiale fu per meno di una anno, dall’ autunno del 1942 fino all’8 settembre del 1943, una prigione per 110 cittadini sloveni e montenegrini. A Monticelli ci fu nel giugno del 1944 una battaglia fra tedeschi ed inglesi che durò 14 giorni e che distrusse e danneggiò vari edifici. In seguito alle distruzioni belliche, a decenni di trascuratezza ed all’inesorabile deterioramento causato dal tempo, Monticelli diventò nel dopoguerra una semplice fattoria, dimora per circa 150 contadini, magazzino di prodotto agricoli, principalmente tabacco e vino,  e stalle per mucche e maiali. Ma comunque alla fine degli anni 80 del secolo scorso era una rovina abbandonata.  


Per concludere, il Castello di Monticelli ha cambiato la destinazione d’uso almeno 6 volte durante la sua lunghissima storia: è stato una struttura militare dalla sua nascita nel 593 fino alla fine del Regno Longobardo in Italia (774, battaglia di Pavia), un monastero benedettino dall’11° secolo fino al 1470, una residenza nobiliare estiva e di di caccia fino alla prima guerra mondiale, una prigione durante le due guerre, una azienda agricola dal 1945 fino a circa il 1980 ed infine una piccola struttura ricettiva non imprenditoriale a partire dal 2006 circa.
Non dovrebbe sorprendere quindi che la maggior parte degli edifici di Monticelli sono considerati dal Governo Italiano dei beni di notevole interesse pubblico e tutelati in base al Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. n. 42/2004).

Ulteriori Informazioni sulla storia di Monticelli (pdf)

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